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consigli per creare un sito di successo 

I sette Segreti del Successo di un Sito Web

Dopo quasi 20 anni di internet ci sono ancora segreti non rivelati per creare un sito di successo? No, non credo. Parlo di Segreti, ma in realtà ciò che mi appresto a rivelare sono informazioni che dovrebbero essere note e arcinote a chiunque si occupi professionalmente di creare siti web.

Dovrebbero, ma vedendo i risultati deludenti ottenuti da milioni di siti presenti sul web, è lecito chiedersi se tutti conoscano davvero questi 7 "segreti" o se, pur conoscendoli, non li mettano in pratica per motivi che esulano dalla mia comprensione. Non tutti, alcuni di questi motivi li posso intuire. I principali sono i seguenti:

  • scrivere contenuti originali è faticoso, meglio cercare di stupire (il committente, non gli utenti che non vedranno mai il sito) con la grafica e gli effetti speciali, magari in Flash;
  • creare siti "a mano" è faticoso e richiede tempo. Meglio utilizzare programmi che creano automaticamente le pagine in pochi minuti (1and1 dice in 5 minuti);
  • se non presentano al loro cliente una bozza che faccia esclamare "WOW!" hanno paura di perderlo. Se poi il sito non lo troverà nessuno poco importa, l'importante è che lo veda il cliente e che gli piaccia, e ovviamente che paghi;
  • c'è una moda da seguire: che l'azienda venda torni o bulloni poco importa, il sito deve essere web 2.0 o 3.0, deve essere SOCIAL, interagire con Twitter, Facebook, Linkedin, deve avere un blog, una chat e deve ovviamente essere dinamico, altrimenti (dicono) non serve a nulla.

Chissà perché i siti che noi abbiamo realizzato non hanno nulla di tutto ciò eppure producono i risultati che potete vedere su questa pagina.

Dopo questa premessa vediamo quali sono i 7 segreti del successo di un sito web

1) Il sito deve essere intuitivo e veloce

Il sito deve essere intuitivo e facile da navigare.
Deve rispettare la users experience. Come dice Steve Krug, uno dei maggiori esperti mondiali di usabilità web, nel suo libro più famoso "Don't Make Me Think", un sito non deve costringere il visitatore a pensare. Non devo essere costretto a fare 25 clic per trovare il numero di telefono dell'azienda o del loro supporto tecnico (vero Microsoft?), non voglio vedere 2 pulsanti, uno che dice "se sei un utente Home clicca qui" e l'altro "se sei un utente business clicca qui" (vero HP?). Se sono un professionista e lavoro in casa, il notebook che mi serve è per uso home o business? E la stampante?

Gli utenti, quando aprono un sito non hanno voglia di consultare 10 pagine ne di attendere 5 minuti per trovare ciò che cercano (vero Vodafone, Telecom e company?) Gli utenti hanno sempre fretta, se non trovano l'informazione che cercano in 15/20 secondi è probabile che chiudano il sito e ne aprano un altro.

2) Concentriamoci sui contenuti testuali, non sulla grafica

L'errore di molti web designer, grafici web, agenzie di pubblicità e di comunicazione e di molti clienti è credere che in un sito sia la grafica a fare la parte del leone. "Voglio un sito di grande impatto grafico, un sito che quando lo vedono devono esclamare WOWW!" - questa è una richiesta che mi è stata fatta molte volte.  Sapete cosa rispondo in alcuni di questi casi? "Bene, vada a fartelo fare da qualcun altro. Noi creiamo siti che procurano risultati." Ai visitatori di un sito non gliene frega niente di vedere il logo dell'azienda che gira. E' il vostro logo, ricordatelo, non il loro. I visitatori vogliono informazioni utili a loro.

Lo abbiamo già scritto in un'altra pagina di questo sito, se un utente vuole vedere effetti speciali va al cinema. Se va sul vostro sito è perché cerca informazioni. Nessuno quando vede la home page di Google esclama WOW! Ma questo non ha impedito al motore di Mountain View di surclassare tutti i concorrenti.

Un sito non deve piacere ai grafici, a meno che i prodotti o servizi che vendete siano indirizzati a loro. In tal caso il discorso è diverso. Ma c'è comunque un'altra cosa da dire: visto che, come tutti sappiamo, i motori amano il testo, come faranno i nostri grafici a trovare il sito che piace a loro nelle prime pagine di Google?

Qualche mese fa un cliente mi ha detto: sono d'accordo con lei che per interessare i motori bisogna scrivere molto testo, ma agli utenti non piace leggere e una bella immagine vale più di 1.000 parole. In alcuni casi sarà vero, non lo metto in dubbio, ma rimane il fatto che i motori preferiscono di gran lunga 1.000 parole ad una immagine, e anche a 100 immagini. I siti delle agenzie di pubblicità, che di solito puntano sull'immagine più che sui contenuti, sono, secondo Gerry McGovern (uno dei maggiori esperti di web marketing e web usability), terribilmente brutti ed inutili.

Nel 2004 McGovern ha pubblicato un articolo in cui consiglia alle aziende di stare alla larga dalle agenzie di pubblicità per quanto riguarda il sito web. Nel 2004 i siti web delle agenzie pubblicitarie erano davvero terribili. Ma da allora sono trascorsi quasi 10 anni. Come sono oggi i siti delle agenzie di pubblicità, sono migliorati? No, anzi, sono peggiorati e peggiorano ogni giorno di più.

E c'è un motivo ben preciso. Creare un sito web di qualità richiede un insieme di abilità che sono diametralmente opposte alle competenze che in genere ha chi opera nelle agenzie pubblicitarie. Marketing e pubblicità sul Web significa porre la massima attenzione a ciò che il visitatore vuole fare.

Google non cerca di venderti pannolini quando cerchi un ristorante. Ti dà annunci relativi ai ristoranti che si trovano nella tua zona. Questa è la pubblicità sul web. Bisogna prestare attenzione alle esigenze dell'utente, essegli utili. Il marketing e la pubblicità tradizionale si concentrano invece su come ottenere l'attenzione. Il marketing e le tattiche pubblicitarie online sono quasi l'esatto opposto della tattica offline, la quale ha il solo obiettivo di attirare l'attenzione.

3) Diciamo chiaramente chi siamo e dove siamo

Sarà capitato anche a voi di cercare su un sito informazioni sull'azienda o sul titolare e non trovarle. In alcuni casi c'è un nome che non dice nulla, un indirizzo email anonimo e un numero di cellulare. Niente indirizzo, niente telefono fisso, niente ragione sociale, niente Partita Iva. Mi è capitato di andare a vedere la pagina Chi siamo di un sito che propone la creazione ed il posizionamento di siti web e leggere "siamo un gruppo di giovani esperti e appassionati di internet. Nel nostro staff c'è un web designer, un programmatore, un SEO e un esperto di marketing". Per contattarci compila il form sottostante o chiama 338XXXXXXX possibilmente ore pasti."

Ogni commento è superfluo.

Se io sto pensando di acquistare un prodotto o un servizio da un sito, la prima cosa che vaccio è vedere chi sono e dove sono. Indipendentemente dal fatto che abbia bisogno o meno di recarmi fisicamente da loro.

4) Comunichiamo i prezzi!

Negli ultimi 15 anni abbiamo avuto modo di effettuare diversi test su una decina di siti web. Abbiamo provato ad omettere i prezzi ed a inserirli e abbiamo preso nota dei risultati per quanto riguarda i contatti. Si è sempre verificato un aumento, in certi casi consistente, dei contatti, nel periodo in cui sul sito erano presenti e ben visibili i prezzi. E questo vale per il sito di un professionista (medico, chirurgo plastivo, oculista, dietologo, nutrizionista, psicologo, dentista, commercialista, consulente del lavoro, avvocato), di un artigiano che installa climatizzatori o caldaie, di un idraulico, un imbianchino, un eletricista, un fabbro che apre porte blindate, un'agenzia di traduzioni, ecc... ecc...

Mi rendo conto che in certi casi indicare dei prezzi è difficile, ad esempio nel nostro caso (quanto costa un sito??) o nel caso di un chirurgo, ma anche se indicativi, dobbiamo dare un'idea di quali sono i nostri prezzi, le nostre tariffe. In caso contrario vi sono buone probabilità che il visitatore chiuda il nostro sito e vada a cercare i prezzi sul sito di un nostro competitor.

5) Prestare attenzione alla compatibilità

Un sito lo si deve vedere correttamente con qualsiasi browser, qualsiasi computer, qualsiasi sistema operativo, e anche con tablet e cellulari, inclusi iPad e iPhone. Mi capita talvolta di non riuscire a visualizzare un sito con l'ultima versione di IE o sul mio iPdad. In certi casi i pulsanti non funzionano o certe immagini non appaiono. Certe volte in un angolo della pagina c'è un'avvertenza: "sito ottimizzato per Firefox", oppure "per visualizzare correttamente questo sito si consiglia di impostare la risoluzione a 1280x940". Ma siamo matti? Pensate davvero che io sia disposto a cambare la risoluzione della mio scheda grafica per vedere il vostro sito? Scordatevelo! Non è il visitatore che deve adeguarsi alle preferenze di chi ha creato il sito, ma è viceversa!

Ho letto un giorno in un forum la domanda di un webmaster ai colleghi più esperti: ho un problema con un sito che sto facendo. Con Internet Explorer il menù a tendina non funziona, con Chrome e Firefox è OK. Potete aiutarmi a capire dove sta il problema?" Sapete quale è stata la risposta di un "esperto"? "Fregatene della compatibilità con Explorer, non è colpa tua, è colpa della Microsoft e del suo browser che non osserva gli standard. Tanto solo gli utonti usano ancora Explorer."

Utonti o meno sta di fatto che almeno il 30% degli utenti (incluso il sottoscritto) lo usa e non possiamo infischiarcene di un terzo dei visitatori.

Ripeto, siamo noi a dover assecondare i visitatori dei nostri siti, non il contrario. Chi la pensa diversamente non conosce nulla delle leggi fondamentali del marketing.

Noi testiamo tutti i siti che creiamo con varie versioni di IE, Chrome, Firefox, Opera, Safari, e con OS/X, oltre che con iPhone, iPad e smartphone con s.o. Android.

6) Scrivere contenuti originali e di qualità e attenti ai titoli

Uno dei modi migliori affinché un sito venga apprezzato da Google e dagli altri motori è scrivere contenuti originali, abbondanti e di qualità.

Tutti sappiamo che i motori amano informazioni abbondanti, non copiate da altri siti e di qualità, oltre che tematizzate su un determinato argomento. Copiare da altri non serve. I motori penalizzano i siti con testi duplicati. Come dice da sempre Google nelle sue guide, scriviamo pensando anzitutto a fornire informazioni utili ai nostri visitatori. In questo modo, quasi sempre, i testi saranno utili anche per essere indicizzati in buona posizione nei motori. Non solo. Se i nostri testi saranno interessanti ed esclusivi è probabile che ci siano altri siti che prima o poi li linkino spontaneamente e questo favorirà il posizionamento del nostro sito.

 I nomi dei file (url e immagini) il title delle pagine, i loro titoli e sottotitoli non devono essere scelti a caso. Dovrebbero contenere, dove possibile, termini utili alle ricerche. Una pagina che si chiama contatti.html non ha alcun senso ai fini del posizionamento, è solo un'opportunità sprecata. Altra cosa: scegliamo un nome di dominio facile da ricordare e da dettare al telefono, e che possibilmente richiami il nome dei prodotti o servizi che offriamo. Se non coindice con il nome dell'azienda poco importa.

7) Rendiamo unici i nostri servizi e prodotti

Ricorderò sempre una delle cose che mi ha insegnato la Xerox quando quasi 40 anni fa ho partecipato al corso di formazione previsto per i nuovi assunti nel settore commerciale: si può vendere qualsiasi prodotto o servizio se riusciamo a renderlo UNICO o comunque a farlo percepire dai clienti come UNICO.

E' in questo modo che la Xerox riusciva a noleggiare le sue copiatrici facendo pagare un canone annuo più elevato del costo d'acquisto delle apparecchiature della concorrenza. Era riuscita a rendere unico il suo prodotto. Come? Facevamo delle dimostrazioni di grande effetto ai potenziali clienti; facevamo vedere loro che le con una Xerox era possibile copiare su carta colorata, carta intestata, etichette autoadesive, acetati per lavagne luminose.... Tutte cose che era possibile fare anche con alcune copiatrici della concorrenza, ma noi lo facevamo vedere al cliente, loro no, Forse davano per scontato che il cliente lo sapesse.

La Folletto fa la stessa cosa quando viene a casa nostra a fare dimostrazioni. Ci fa vedere che anche se abbiamo appena pulito il tappelo, il loro aspirapolvere aspira ancora sporco. Anni fa usavano il "trucco del fazzoletto", il venditore metteva un fazzoletto pulito in corrispondenza del filtro e vi faceva vedere quanto sporco c'era sul vostro tappeto. Anche con un Hoover di pari potenza avreste ottenuto lo stesso risultato. Ma la Hoover non faceva dimostrazioni e quindi voi non lo sapevate.

I venditori (o imbonitori) che vediamo di notte alla TV e che ci propongono coltelli che tagliano il ferro e cose del genere fanno la stessa cosa. Contano sul fatto che una persona normale non si è mai sognata di provare a tagliare un chiodo con i propri coltelli da cucina e quindi pensa che non ci riuscirebbe, che solo con i loro sia possibile.

Quando anni fa proponevo dal mio sito corsi di Word, Excel e Access alle aziende (ne ho fatti più di un migliaio) avevo trovato il modo di renderli unici. Offrivo 6 mesi di supporto post corso gratuito 24H24.

Pensate che gli utenti, terminato il corso, mi chiamassero a tutte le ore per avere assistenza? No, quasi nessuno mi chiamava, forse 2 o 3 su cento una volta o 2. Però questo "bonus" era ciò che molte volte faceva sì che si rivolgessero a me (spendendo di più) piuttosto che ad altri. Ciò che volevano era la sicurezza che se, terminato il corso, avessero avuto bisogno di supporto lo avrebbero avuto. Ero l'unico ad offrire o comunque a pubblicizzare questo servizio aggiuntivo gratuito. E questo veniva percepito come un valore aggiunto che rendeva UNICO il mio "prodotto".

 

 

"La differenza tra successo ed insuccesso è spesso la volontà di fare un km in più, di lavorare un'ora in più, di fare una telefonata in più, di compiere una fatica in più."

Norman Vincent Peale

 

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